Staff Regal Truffle, Autore presso Regal Truffle
All Posts By

Staff Regal Truffle

IL REGALO PERFETTO PER I VERI FOOD LOVERS

By FoodNo Comments

Il Natale ci sembra sempre essere lontano eppure quando si tratta di regali ci coglie spesso alla sprovvista! Cosa regaleremo ai nostri cari quest’anno? Perché la verità è che cercare i regali può essere difficile, soprattutto quando ti sembra di aver regalato già tutto o quando vuoi davvero fare bella figura, in particolare con un amante del cibo gourmet! Se quest’anno volete davvero sorprendere la persona amata con qualcosa di extra speciale – un regalo per la vostra amica, il vostro fidanzato o la vostra fidanzata, un collega o i vostri familiari – Regal Truffle può fornirti davvero due ottime possibilità!

In primo luogo, puoi regalare una fantastica confezione con i nostri prodotti di tartufo, accuratamente selezionati e di primissima qualità! Un palato raffinato non potrà non apprezzare il carpaccio di tartufo, il pesto al tartufo o il miele d’Acacia al prezioso tartufo bianco, oltre alle nostre creme tartufate! Inoltre, acquistando la confezione da 6 vasetti otterrai uno sconto considerevole.

Altra grande opportunità è regalare una pianta da tartufo! Un regalo dal forte valore ecologico, etico e simbolico. Regalando una pianta da tartufi regali un albero, una quercia, che ti accompagnerà per tutta la vita, produrrà una piccola rendita al suo proprietario e contribuirà ad un mondo migliore. Ogni albero in più piantato riduce, infatti, l’anidride carbonica, tra i principali gas responsabili dei cambiamenti climatici. Ma non solo: scegliendo una pianta da tartufo Regal Truffle creerai occupazione e aiuterai a combattere lo spopolamento delle zone montane.

Della pianta adottata si prenderà cura Regal Truffle nelle sue tartufaie. In cambio dell’importo dell’adozione si riceverà subito l’equivalente in prodotti a base di tartufo. Quando la pianta inizierà a produrre tartufi questi saranno di proprietà dell’adottante. In più, se hai un’azienda o sei un professionista ricorda che i costi di adozione sono interamente detraibili.

Se vuoi maggior informazioni sull’adozione di una pianta da tartufo visita il nostro sito e compila il modulo contatti oppure invia un messaggio whatsapp al cell 347/072 1273.

 

In chiusura ti ricordiamo che il costo dell’adozione di una pianta da tartufo è interamente detraibile come costo aziendale, cosa particolarmente interessante se vuoi fare una regalo a clienti o colleghi!

Abbinamento vino e tartufo

Quale vino abbinare al tartufo?

By Curiosità tartufo, FoodNo Comments

Quale vino abbinare al Tartufo? Vino rosso o bianco? Possiamo abbinare spumante e tartufo? Scegliere un vino per un piatto a base di tartufo può sembrare semplice, ma la scelta nasconde tranelli e nessuno vorrebbe mai rovinare un piatto arricchito da dell’ottimo tartufo scegliendo il vino sbagliato.

Ecco, quindi, 5 consigli di base per il corretto abbinamento del vino al tartufo. Naturalmente la scelta va fatta in funzione del piatto in sé e non solo in relazione al prezioso fungo! Inoltre, è un errore pensare che il vino per il tartufo vada scelto solo in base al colore corrispondente: ovvero che nella scelta del vino da abbinare al tartufo bianco si debba per forza optare per un vino bianco e che per il vino per il tartufo nero si debba scegliere solo un abbinamento con un vino rosso.

I tartufi si adattano bene sia al vino rosso che a quello bianco; l’importante è che i vini da abbinare al tartufo abbiano determinate caratteristiche.

 

1) Abbiniamo il vino per tipologia di Tartufo

Quando si parla di abbinamento vino-tartufo è basilare accompagnare il vino al tartufo a seconda della tipologia di tartufo che stiamo assaggiando.

 

2) Non sovrastare l’aroma del Tartufo con il vino

I tartufi donano sempre una persistenza gustativa che incanta il palato e un’affascinante e riconoscibile aromaticità, ma sempre delicata. Pertanto, i vini consigliati da abbinare ai piatti con tartufo, vanno scelti per evidenziare, senza mai sovrastare, i delicati profumi e il gusto intenso di questo pregiato fungo.

 

3) Abbinare vino e ingredienti che accompagnano il Tartufo

Il Tartufo viene sempre accompagnato con altri ingredienti. La scelta del vino consigliato da abbinare col Tartufo, quindi, è da valutare in base agli altri elementi protagonisti della pietanza che accompagnano il suo gusto prelibato. Contestualizzare sempre gli abbinamenti.

 

4) Quale vino abbinare al Tartufo? Spumanti, Bianchi o Rossi?

Tutte le tipologie di vino sono, in modo differente che andremo a scoprire, potenzialmente valide e consigliate per accompagnare il Tartufo. L’importante è che il vino sia ricco di aromi ma senza un corpo eccessivo che possa annientare il carattere delicato del Tartufo. In generale, i vini impreziositi da un lungo affinamento saranno ideale per esaltare il Tartufo in un tripudio di eleganti sensazioni gusto-olfattive.

 

5) Abbinare Vino e Tartufo per concordanza territoriale:

Molto spesso, come per molti abbinamenti, la risposta enoica migliore consigliata nell’abbinamento Vino Tartufo è sicuramente l’abbinamento territoriale.

 

Particolare attenzione se state pensando all’abbinamento tartufo-bollicine, tutt’altro che facile. L’effervescenza tipica degli spumanti Metodo Charmant (che subiscono la seconda fermentazione in autoclavi d’acciaio con l’aggiunta di lieviti e zuccheri), infatti, potrebbe coprire completamente il gusto del tartufo. Meglio, allora, optare per un abbinamento un ottimo spumante Metodo Classico (la cui seconda fermentazione avviene invece direttamente in bottiglia), arricchito da note di lievito e da un perlage più fine, che si sposa bene con il gusto del tartufo.

Fondamentale è, alla base di tutto, scegliere un vino di qualità e dell’ottimo tartufo. Scopri i prodotti a base di tartufo disponibili nel nostro shop on line!

Calendario di raccolta del tartufo in Abruzzo 2021

Calendario di raccolta del tartufo in Abruzzo 2021

By Curiosità tartufoNo Comments

 

Ecco tutto ciò che devi sapere sulla stagione di raccolta dei tartufi in Abruzzo. Esiste, infatti,  una normativa ben precisa e regolata dalle varie regioni italiane per la raccolta tartufi.

TARTUFO INIZIO RACCOLTA FINE RACCOLTA
Tartufo Bianco Pregiato 1  Ottobre 15  Gennaio
Tartufo Nero Pregiato 15 Novembre 15  Marzo
Tartufo Uncinato 1 Ottobre 15 Marzo
Tartufo Scorzone 15 Maggio 31 Agosto
Tartufo Bianchetto 15 Gennaio 15 Aprile
Tartufo Fenico 1 Ottobre 31 Gennaio
Tartufo Moscato 15 Novembre 15 Marzo
Tartufo Brumale 15 Novembre 15 Marzo
Tartufo Nero Liscio 1 Ottobre 31 Dicembre

 

 

La raccolta del tartufo

La raccolta del tartufo

By Curiosità tartufoNo Comments

 

Come avviene la raccolta del tartufo? Chi lo può raccogliere e quando?

Il tartufo viene considerato un alimento estremamente pregiato e ricercato, per molti secondo al mondo solo al caviale in quanto a costo e prelibatezza.

Al momento della sua maturazione emana un odore penetrante e persistente e molto caratteristico, percepibile facilmente nonostante si trovi nel sottosuolo, tanto che animali selvatici come il maiale selvatico, il cinghiale, il tasso, il ghiro, la volpe, ne vengono attratti. Questo consente anche ai cosiddetti “cani da tartufo”, cani debitamente addestrati per cercarli, di essere attratti dal suo forte odore e quindi di riuscire ad individuare dove scavare per trovarli.

Sebbene il contributo del cane è essenziale, non basta avere un buon cane per potersi dedicare alla raccolta del tartufo! Per poter “andare per tartufi”, infatti, è necessario possedere un apposito tesserino di abilitazione, rilasciato dal Comune di residenza dietro presentazione dell’attestato certificante il superamento di un esame d’idoneità, da sostenersi di fronte ad una commissione regionale, consistente in una serie di quiz relativi alle caratteristiche delle varie tipologie i tartufi, le tecniche di raccolta, coltivazione dei tartufi e miglioramento delle tartufaie naturali, la legislazione nazionale e regionale vigente, nonché alcune nozioni di micologia, di botanica e di selvicoltura.

Per richiedere il tesserino per la raccolta del tartufo, che ha una validità di 10 anni, occorre avere compiuto 14 anni.

 

La raccolta del tartufo può essere fatta solo in specifici periodi in funzione del tipo di tartufo. Ogni tartufo, infatti, ha un suo periodo di raccolta. Da settembre a dicembre, ad esempio, è la stagione di raccolta perfetta per cercare i tartufi bianchi pregiati e quelli uncinati. Il tartufo nero pregiato, invece, si raccoglie dalla metà di novembre fino alla metà di marzo. Nel periodo che va da gennaio a marzo, invece, si può trovare il tartufo brumale, che condivide parte del periodo di raccolta con il tartufo marzuolo (che si trova infatti da gennaio fino ad aprile). Il tartufo estivo si raccoglie in primavera ed estate, da maggio a settembre, nel rispetto dei calendari di raccolta regionali e provinciali, diversi a seconda delle zone.

 

Ma veniamo allo specifico momento della raccolta del tartufo. Una volta che il cane “ha puntato” il pregiato fungo e iniziato a scavare, il tartufaio deve essere tempestivo nel fermarlo e proseguire lo scavo con uno strumento specifico chiamato “vanghetto”. Trovato il tartufo, occorre ricoprire la buca con la stessa terra perché, in caso contrario, si rischia di danneggiare, anche irrimediabilmente, la tartufaia.

 

Nel caso che i tartufi trovati siano marci non vanno raccolti, ma lasciati nel bosco, perché tali tartufi contribuiranno con le loro spore a far nascere nuovi tartufi per le stagioni successive.

Non si devono prelevare neanche i tartufi immaturi perché oltre ad essere inutile è anche dannoso, poiché che non solo l’aroma non è ancora quello del “vero” tartufo, ma soprattutto perché si impedisce la riproduzione del tartufo che avviene solo quando questo è giunto a maturazione.

 

I tartufi raccolti vengono riporti in borse chiamate in gergo “catane”, o nelle apposite tasche dei giubbotti o gilet da cacciatore, o in cesti simili a quelli della raccolta dei funghi.

Si possono raccogliere fino a 2kg di tartufo per legge (che a volte presenta delle variazioni a seconda della Regione di appartenenza) a meno che il terreno non sia di proprietà del tartufaio, nel qual caso non ci sono limiti. È assolutamente vietato cercare tartufi di notte e fuori del periodo consentito (sempre in base a quanto stabilito dalle normative regionali).

tagliatelle al tartufo

Un grande classico: le tagliatelle al tartufo

By FoodNo Comments

tagliatelle al tartufoLe tagliatelle al tartufo sono il piatto ideale per conquistare i palati più esigenti e raffinati.

Nonostante il valore dell’ingrediente principe, la preparazione di questo piatto è abbastanza semplice. Fondamentale, però, per preparare delle ottime tagliatelle al tartufo è scegliere una materia prima di qualità. Il tartufo nero si abbina alla perfezione con pietanze dal gusto delicato come un risotto o pasta all’uovo.

Per valorizzare al massimo il gusto prezioso del tartufo occorre però operare con attenzione: si tratta infatti di un ingrediente piuttosto delicato da cucinare e conservare. La regola base è quella di eliminare accuratamente e solo al bisogno il terriccio che lo ricopre, affettandolo molto sottilmente, con l’apposito taglia tartufi, solo pochi minuti prima di servire, per preservarne tutta la sua fragranza.

Ecco gli INGREDIENTI per la nostra ricetta di tagliatelle al tartufo:

·      Fettuccine all’uovo 250 g

·      Tartufo nero 80 g

·      Aglio 1 spicchio

·      Olio extravergine d’oliva 50 g

·      Sale fino q.b.

·      Burro 40 g

 

PREPARAZIONE

Per preparare le tagliatelle al tartufo, pulite il tartufo. Sciacquatelo accuratamente sotto un getto di acqua fredda per eliminare l’eccesso di terra, spazzolatelo con un pennellino semiduro o una spazzola per rimuovere ogni traccia di impurità, asciugatelo con cura prima di affettarlo.

Affettate il tartufo a fette molto sottili e tenetele da parte. In una padella scaldate l’olio insieme al burro facendolo sciogliere a fuoco dolce.

Eliminate il germoglio interno dello spicchio d’aglio e lasciatelo imbiondire nella padella con l’olio e il burro fuso per qualche minuto, poi rimuovetelo. Spegnete il fuoco e aggiungete le scaglie di tartufo precedentemente affettate.

Mentre cuocete le fettuccine all’uovo in abbondante acqua salata, lasciate insaporire il condimento a fuoco spento mescolando delicatamente le scaglie di tartufo. Scolatele le fettuccine ancora al dente e tuffatele nel condimento a base di tartufo. Mescolate accuratamente aggiungendo, se occorre, dell’acqua di cottura della pasta per legare. Servite il piatto con abbondanti scaglie di tartufo nero.

Buon appetito con le vostre ottime tagliatelle al tartufo!

 

Per i vostri piatti con tartufo non mancate di visitare il nostro shop on line!!

E se sei un appassionato di tartufo acquistando un quantitativo minimo di prodotti Regal Truffle avrai in regalo una pianta da tartufo delle nostre tartufaie. Per maggiori informazioni invia un messaggio whatsapp al 347 072 1273 oppure compila il modulo sul nostro sito www.regaltruffle.com

Tartufaia

Cosa è una tartufaia?

By Adotta un tartufoNo Comments

Quando parliamo di tartufaia ci riferiamo ad un terreno in cui crescono dei tartufi. Quando la crescita del tartufo avviene in modo spontaneo abbiamo una tartufaia naturale, mentre quando il tartufo si sviluppa per intervento dell’uomo parliamo di tartufaie coltivate. In entrambi i casi, però, il tartufo può crescere solo se vi sono delle condizioni particolari, sia dal punto di vista climatico sia dal punto di vista del terreno. In particolare, perché in un terreno si possa avere la nascita e la crescita del tartufo ci sono 4 fattori che una tartufaia deve avere:

  1. Il terreno deve avere un PH negativo.
  2. Deve essere un terreno molto calcareo.
  3. Non deve avere ristagni.
  4. Deve essere areato in modo ottimale.

Per crescere bene, poi, il tartufo ha bisogno di specifiche piante con cui instaurare un rapporto di simbiosi. Senza questo rapporto simbiotico la crescita del tartufo diventa impossibile.

Il tartufo ha una crescita lenta e possono passare anche diversi anni prima di essere pronti per essere raccolti e consumati. Sarà anche per questo che hanno un prezzo elevato che di anno in anno è soggetto ad una quotazione. Inoltre, la raccolta non può essere effettuata liberamente. C’è, infatti, una rigida normativa da rispettare e stabilita dalle singole regioni. Per quanto riguarda il soggetto che può effettuare la raccolta occorre precisare che la situazione varia a seconda della tipologia di tartufaia. Nelle tartufaie naturali è obbligatorio un patentino, mentre nelle tartufaie controllate e in quelle coltivate il patentino non è obbligatorio.

Vediamo in dettaglio in base a cosa si caratterizzano i diversi tipi di tartufaia.

Nelle “Tartufaie Naturali” i tartufi crescono e si sviluppano in modo spontaneo senza intervento umano. L’unica attività da parte del tartufaio è quello relativo alla ricerca e alla raccolta dei tartufi. Proprio per il fatto che il tartufo cresce in modo spontaneo l’individuazione delle tartufaie naturali non è sempre cosa facile ed è richiesta molta pratica ed esperienza, oltre all’utilizzo di un buon cane da tartufi.

Per quanto riguarda le “Tartufaie Coltivate” la prima cosa da dire e che differenzia una tartufaia coltivata da quella naturale è che la raccolta non è libera (tutti possono andare a cercare e trovare tartufi a patto che abbiano conseguito il patentino del tartufaio) e che dietro la realizzazione di una tartufaia coltivata ci sono tante fatiche e tanta pazienza prima della messa in produzione e della raccolta del tartufo. Le tartufaie coltivate invece sono di proprietà privata. Le coltivazioni private sono riconosciute e autorizzate dalla provincia di appartenenza e devono essere delimitate e chiaramente contrassegnate come tartufaie.

Per coltivare tartufi è necessario piantumare piante micorizzate nuove su terreni in cui esistono le condizioni pedoclimatiche ideali per la coltivazione del tartufo.

Abbiamo, poi, le “Tartufaie Controllate”: si tratta infatti di tartufaie naturali a tutti gli effetti, ma su terreni che sono soggetti a migliorie ambientali, per esempio incrementando il bosco con la messa in posa di piante tartufigene. Anche nel caso delle tartufaie controllate la raccolta non è libera ma solo chi ne è il proprietario o l’affidatario può effettuare la raccolta e anche in questo caso vanno delimitate e chiaramente contrassegnate con delle tabelle informative.

Se sei interessato alla coltivazione di tartufi contatta Regal Truffle: potrai adottare una o più piante da tartufo nelle nostre tartufaie in Abruzzo. Penserà a tutto Regal Truffle, mentre tu ti godrai il raccolto quando la pianta entrerà in produzione. Fino a quel momento riceverai l’equivalente del canone annuale in prodotti a base di tartufo!

Se, invece, vuoi pensare più in grande ed impiantare una tua personale tartufaia ti assisteremo in tutte le fasi, dalla selezione del terreno alla micorizzazione delle piante.

Il mercato del tartufo in Italia

Il mercato del tartufo in Italia

By Adotta un tartufoNo Comments

Il mercato del tartufo in Italia suscita sempre più interesse, non solo da parte di buongustai e chef, ma anche da parte di chi è in cerca di un buon investimento.

Il tartufo è una particolare specie di fungo che si trova nel terreno e che cresce in simbiosi con le radici di varie piante. Un singolo fungo può dare vita a diversi tartufi. Quattro sono le categorie principali di tartufi presenti sul mercato:

  • Tuber Magnatum (Tartufo Bianco d’Alba).
  • Tuber Melanosporum(Tartufo Nero pregiato
  • Tuber Uncinatum (Tartufo Uncinato)
  • Tuber Aestivum (Tartufo estivo, Scorzone): Lo scorzone è il tartufo più raccolto e presente in Italia.

La raccolta del tartufo è soggetta ad una rigorosa normativa applicata sull’intero territorio nazionale.

Il mercato del tartufo in Italia è molto frammentato ed è costituito da una moltitudine di piccoli operatori costituiti da tartufai, coltivatori, aziende produttrici e distributori. L’Italia continua ad essere il principale produttore ed esportatore nel mercato eurppeo, vantando un’antica tradizione di raccolta, grazie alle condizioni morfologiche del territorio. Per quanto riguarda la produzione nazionale complessiva, le aree appenniniche del centro (Marche, Lazio, Umbria, Toscana) rappresentano il 53% del mercato del tartufo in Italia, seguite dal Sud con il 39% e dal Nord con l’8%. A livello regionale, Umbria e Abruzzo sono le regioni produttrici più importanti, pesando complessivamente per il 53% della produzione italiana.

La domanda di tartufo dipende fortemente dall’industria della ristorazione, della trasformazione e del turismo ed è ha un forte carattere stagionale. La domanda raggiunge il suo picco nei mesi di ottobre-novembre, in linea con i calendari di raccolta del tartufo. Ogni anno, poi, si moltiplicano le fiere e gli eventi organizzati intorno al mondo del tartufo, il che porta a parlare di un vero e proprio turismo del tartufo, che attrae migliaia di visitatori.

L’offerta di prodotti a base di tartufo si è notevolmente ampliata negli ultimi anni, in quanto i consumatori possono assaggiare il tartufo in un formato più conveniente e a un prezzo meno proibitivo. Inoltre, molti produttori di prodotti a base di tartufo hanno deciso di offrire una linea biologica, che non utilizza alcun elemento artificiale o chimico nel processo di produzione, per adattarsi alle richieste dei consumatori.

Nel mercato del tartufo in Italia possiamo identificare due segmenti principali: il tartufo fresco e quello trasformato. Il primo è legato al consumo locale e spesso direttamente venduto nelle zone di raccolta, mentre il secondo è più orientato all’esportazione verso il mercato nord europeo o nordamericano. Il commercio internazionale rappresenta una quota importante del mercato italiano.

La domanda di tartufo è trainata principalmente dall’industria della ristorazione e della trasformazione e, indirettamente, dall’industria del turismo. Secondo Università Ca’ Foscari, Il 70% del tartufo viene distribuito all’industria di trasformazione, che lo trasforma in prodotti a base di tartufo, mentre solo il 20-30% è attribuito alla ristorazione. La domanda di prodotti a base di tartufo è aumentata notevolmente negli ultimi anni.

Un mercato, quello del tartufo, estremamente interessante e rispetto al quale Regal Truffle si pone con una particolare formula innovativa basata sull’ Adozione del Tartufo chiavi in mano nelle proprie tartufaie in Abruzzo, come detto una delle regioni a più alta vocazione tartufigena.

La micorizzazione in agricoltura è una tecnica di coltivazione che consiste nel far entrare in contatto le radici di una pianta da funghi non patogeni che creano con essa una situazione di simbiosi con apporto di scambio reciproco. Il complesso simbiotico pianta-fungo che viene a crearsi è detto micorriza. Il tartufo è il corpo, il “frutto”, di una particolare categoria di funghi noti come funghi ipogei, appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Come suggerisce il nome, questi funghi vivono sottoterra, crescendo a una profondità che varia dai pochi centimetri fino a, in rarissimi casi, un metro. La particolarità di questi funghi è proprio quella di generare dei corpi carnosi, i tartufi appunto, tramite cui diffondere le proprie spore e riprodursi. Una volta maturi, i tartufi producono infatti un profumo intenso e penetrante che supera la barriera del terreno e attira gli animali selvatici che se ne nutrono, spargendo le spore brune, ellissoidali, spinose o reticolate e agevolandone la riproduzione. Come tutti i funghi, il tartufo è eterotrofo: non è cioè in grado di ottenere le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza tramite la sintesi clorofilliana, un processo di cui è sprovvisto. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori. Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo. La micorizzazione si verifica in modo naturale, ma può anche verificarsi artificialmente con alcune specie di interesse, come il tartufo. La coltivazione dei tartufi è possibile, quindi, ricreando, con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questo risultato si ottiene attraverso la micorizzazione della pianta da tartufo. Tra le varie tipologie di tartufo, quello nero ha maggiori possibilità di successo in caso di coltivazione, sebbene questa richiede impegno e terreni con particolari caratteristiche. Un’alternativa alla complessità della micorizzazione e alla coltivazione in proprio del tartufo è l’adozione di una o più piante di tartufo nero. Regal Truffle offre la possibilità di adottare una propria pianta di tartufo con garanzia a vita sul risultato, poiché fino al raggiungimento della fase produttiva viene comunque garantito l’equivalente in tartufi del canone annuale di adozione. Contattaci per maggiori informazioni.

Micorizzazione piante da tartufo

By Curiosità tartufo, Senza categoriaNo Comments

La micorizzazione in agricoltura è una tecnica di coltivazione che consiste nel far entrare in contatto le radici di una pianta da funghi non patogeni che creano con essa una situazione di simbiosi con apporto di scambio reciproco. Il complesso simbiotico pianta-fungo che viene a crearsi è detto micorriza. Il tartufo è il corpo, il “frutto”, di una particolare categoria di funghi noti come funghi ipogei, appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Come suggerisce il nome, questi funghi vivono sottoterra, crescendo a una profondità che varia dai pochi centimetri fino a, in rarissimi casi, un metro. La particolarità di questi funghi è proprio quella di generare dei corpi carnosi, i tartufi appunto, tramite cui diffondere le proprie spore e riprodursi. Una volta maturi, i tartufi producono infatti un profumo intenso e penetrante che supera la barriera del terreno e attira gli animali selvatici che se ne nutrono, spargendo le spore brune, ellissoidali, spinose o reticolate e agevolandone la riproduzione. Come tutti i funghi, il tartufo è eterotrofo: non è cioè in grado di ottenere le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza tramite la sintesi clorofilliana, un processo di cui è sprovvisto. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori. Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo. La micorizzazione si verifica in modo naturale, ma può anche verificarsi artificialmente con alcune specie di interesse, come il tartufo. La coltivazione dei tartufi è possibile, quindi, ricreando, con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questo risultato si ottiene attraverso la micorizzazione della pianta da tartufo. Tra le varie tipologie di tartufo, quello nero ha maggiori possibilità di successo in caso di coltivazione, sebbene questa richiede impegno e terreni con particolari caratteristiche. Un’alternativa alla complessità della micorizzazione e alla coltivazione in proprio del tartufo è l’adozione di una o più piante di tartufo nero. Regal Truffle offre la possibilità di adottare una propria pianta di tartufo con garanzia a vita sul risultato, poiché fino al raggiungimento della fase produttiva viene comunque garantito l’equivalente in tartufi del canone annuale di adozione. Contattaci per maggiori informazioni.

La micorizzazione in agricoltura è una tecnica di coltivazione che consiste nel far entrare in contatto le radici di una pianta da funghi non patogeni che creano con essa una situazione di simbiosi con apporto di scambio reciproco. Il complesso simbiotico pianta-fungo che viene a crearsi è detto micorriza.

 

Il tartufo è il corpo, il “frutto”, di una particolare categoria di funghi noti come funghi ipogei, appartenenti al genere Tuber e alla famiglia delle Tuberaceae. Come suggerisce il nome, questi funghi vivono sottoterra, crescendo a una profondità che varia dai pochi centimetri fino a, in rarissimi casi, un metro. La particolarità di questi funghi è proprio quella di generare dei corpi carnosi, i tartufi appunto, tramite cui diffondere le proprie spore e riprodursi. Una volta maturi, i tartufi producono infatti un profumo intenso e penetrante che supera la barriera del terreno e attira gli animali selvatici che se ne nutrono, spargendo le spore brune, ellissoidali, spinose o reticolate e agevolandone la riproduzione.

 

Come tutti i funghi, il tartufo è eterotrofo: non è cioè in grado di ottenere le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza tramite la sintesi clorofilliana, un processo di cui è sprovvisto. Per questo motivo vive in simbiosi con le radici di determinate piante con un rapporto di scambio reciproco di favori. Il tartufo riceve dalla pianta sostanze nutrienti e la pianta, a sua volta, riceve dal fungo acqua e sostanze minerali che ne favoriscono lo sviluppo.

 

La micorizzazione si verifica in modo naturale, ma può anche verificarsi artificialmente con alcune specie di interesse, come il tartufo. La coltivazione dei tartufi è possibile, quindi, ricreando, con metodo artificiale, un rapporto simbiotico tra fungo e pianta. Questo risultato si ottiene attraverso la micorizzazione della pianta da tartufo.

 

Tra le varie tipologie di tartufo, quello nero ha maggiori possibilità di successo in caso di coltivazione, sebbene questa richiede impegno e terreni con particolari caratteristiche.

Un’alternativa alla complessità della micorizzazione e alla coltivazione in proprio del tartufo è l’adozione di una o più piante di tartufo nero. Regal Truffle offre la possibilità di adottare una propria pianta di tartufo con garanzia a vita sul risultato, poiché fino al raggiungimento della fase produttiva viene comunque garantito l’equivalente in tartufi del canone annuale di adozione.

Contattaci per maggiori informazioni.

Come conservare il tartufo

Come conservare il tartufo fresco?

By Curiosità tartufoNo Comments

Come conservare il tartufo è una domanda che tutti coloro che ne hanno avuto la disponibilità si sono fatti, soprattutto se non esperti. Il tartufo è uno dei cibi più pregiati e più costosi. Questo prezioso fungo è particolarmente delicato e deperibile, e per questo merita una cura particolare per preservarne le caratteristiche e, in particolare, il suo specifico odore per cui tanto viene apprezzato. Ecco alcuni consigli utili a capire come conservare il tartufo.

Iniziamo con il dire che per conservare più a lungo le caratteristiche del tartufo questo non va pulito subito se non lo conserviamo sottovuoto o in freezer. Un leggero strato di terra rallenta le proliferazione di muffe e altri microrganismi e gli permettono di continuare la maturazione. Una pulizia accurata andrà fatta solo al momento del consumo.

Per conservare l’aroma del tartufo è opportuno riporlo in frigo in barattolo di vetro, avvolto da carta da cucina, da cambiare ogni uno o due giorni per evitare, sempre, il formarsi di muffe.

È possibile, anche, porre nel contenitore del riso per farlo impregnare dell’odore del tartufo, ma occorre fare attenzione: il riso assorbe umidità e potrebbe fa seccare troppo il prezioso fungo.

E’ possibile conservare il tartufo anche congelato, intero o grattugiato, ma preferibilmente sottovuoto. In questo modo il tartufo si manterrà fino a 12 mesi. Una volta tolto dal freezer va macinato o grattato prima di farlo scongelare completamente.

Per conservare il tartufo è possibile conservarlo sott’olio, mettendolo in un barattolo fino a ricoprirlo completamente. Una possibile alternativa per mantenere l’aroma del nostro tartufo è utilizzare il burro. È possibile, infatti, realizzare del burro tartufato, prodotto facendo sciogliere e poi solidificare del burro, delle scaglie di tartufo e due pizzichi di sale. Il preparato va conservato in freezer.

Hai già provato le specialità di Tartufo Regal Truffle? Sono realizzate con i Tartufi che coltiviamo noi nella nostra tartufaia in Abruzzo e se acquisti le nostre confezioni speciali risparmi fino al 25%! Se acquisti un quantitativo minimo dei nostri prodotti ti regaliamo una pianta da tartufo: se sei interessato chiama o invia un whatsapp al 347/072 1273.

 

×

Hello!

Click one of our representatives below to chat on WhatsApp or send us an email to regaltruffle@gmail.com

×