Tartuficoltura: l’arte di coltivare il tartufo - Regal Truffle

Tartuficoltura: l’arte di coltivare il tartufo

La tartuficoltura è un’attività che permette di avere a disposizione abbondanti raccolti di tartufo, l’ideale per i buongustai. I tartufi coltivati sono uguali ai tartufi esistenti in natura sia dal punto di vista scientifico morfologico e biomolecolare che anche organolettico.

Ma la coltivazione di tartufi è anche un’ottima forma di investimento in grado di garantire un profitto durevole nel tempo. La tartuficoltura non è però un’attività semplice da portare avanti, perché non basta piantare un albero micorizzato, ci sono tanti elementi da considerare. In primo luogo è da tenere presente che il tartufo è un fungo simbionte, che non può, cioè, vivere da solo, ma solo in simbiosi con le radici di piante forestali come ad esempio la Roverella, il Cerro, il Leccio e il Nocciolo. Coltivare tartufi significa, quindi, gestire il territorio e il suolo dove crescono queste piante, curandole con il giusto apporto di nutrienti. L’analisi del terreno è una fase preliminare fondamentale per qualsiasi attività di tartuficoltura.

 

 

Come avviare una coltivazione di tartufi?

Tutti i tartufi in generale prediligono i terreni molto calcarei, quindi è molto importante che il tipo di terreno ove si vuole effettuare l’impianto abbia un pH adeguato, una buona presenza di CaCO3 (calcare), con reazione alcalina, ben areato e privo di ristagni idrici. La qualità del terreno è uno dei parametri da cui dipenderà la quantità e la qualità dei tartufi stessi.

Se il terreno risulterà idoneo, sarà possibile piantare piante micorizzate, piante cioè a cui sono state applicate spore di tartufo.

Per un’attività di tartuficoltura che garantisca una buona produttività è necessario curare la tartufaia: rimuovere erbe che possano ostacolare la crescita del tartufo, utilizzando solo attrezzi manuali, irrigare solo in periodi di secca e combattere i parassiti con metodi naturali.

Il massimo picco di produzione inizia intorno al 10 anno di età (varia sempre da situazione a situazione), ma già dal 4-5 anno si può iniziare a raccogliere il tartufo. Sono state rilevate produzioni medie di circa 1kg/2kg a pianta anche sul suolo italiano e nelle stagioni favorevoli produzioni anche più abbondanti.

 

Quanto rende la tartuficoltura?

In genere è necessaria una densità minima di circa 500 piante per ettaro di terreno per una buona tartufaia e la coltivazione può dare ricavi superiori di 30 volte a quelli quella vigna.

A fine 2020 il prezzo del tartufo nero (il tipo di tartufo che si presta alla coltivazione) variava dai 700 ai 300 euro al chilo, a seconda della varietà. In base all’andamento stagionale il “raccolto” di tartufi può raggiungere in piena produzione anche oltre i 100 kg ad ettaro.

 

E se volessi solo qualche pianta di tartufo?

Avviare una tartufaia potrebbe non essere alla portata di tutti, sia per impegno che per investimento. Regal Truffle ha, quindi, sviluppato una formula innovativa per permettere a tutti di avere una o più personali piante da tartufo. Con il progetto “Adotta un RE” è possibile adottare una pianta da tartufo o farne un prezioso ed originale dono in caso di una nuova nascita. E’ sufficiente pagare un canone annuale e Regal Truffle penserà a tutto. Fino a quando la pianta adottata non entrerà in produzione si avrà, per ogni anno, l’equivalente del canone pagato in prodotti a base di tartufo. Quando la pianta inizierà a dare i suoi frutti i tartufi saranno di esclusiva proprietà dell’adottante: potrà gustarli oppure venderli garantendosi una piccola rendita.

Se, nel frattempo, la pianta dovesse morire verrà sostituita gratuitamente da Regal Truffle.

In alternativa all’adozione è possibile acquistare un quantitativo minimo di tartufi, in cambio si riceverà in omaggio una pianta micorizzara.

Bello vero? Entra anche tu nell’affascinate mondo della tartuficoltura con Regal Truffle. Contattaci subito!

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